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Camminava con passo spedito lungo la strada che l'avrebbe portato dritto a casa. Il vento freddo soffiava imperioso, quella sera. Il ragazzo si strinse il giaccone per proteggersi, ma l'alito gelido dell'inverno penetrò sotto i tessuti ghiacciandogli la pelle. Notò una leggera nebbiolina calare tra le case e si affrettò ulteriormente. Ben presto la città rimase alle sue spalle e il giovane si inoltrò nelle campagne. ![]() Da qualche mese, aveva accettato di trasferirsi nella vecchia abitazione della zia Augusta. L'anziana signora aveva pregato il suo unico nipote di tenerle compagnia, perché era sola e non si sentiva più al sicuro nella sua casa come un tempo. Il ragazzo aveva accolto la richiesta con accondiscendenza, pensando che fosse solo una fissa momentanea di una vecchia che non aveva più le rotelle al posto giusto. ![]() Con il passar dei mesi, aveva mutato opinione. In realtà, non era accaduto nulla di fisico che gli avesse fatto cambiare idea. Però l'atmosfera tetra del paesaggio rurale, la vecchia casa con i suoi tanti sinistri rumori e la cittadina spesso avvolta nella nebbia avevano contribuito a renderlo meno razionale e più partecipe alle paure dell'anziana zia Augusta. ![]() All'inizio aveva sperato di dover alloggiare con la zia solo per poche settimane, il tempo necessario per tranquillizzarla e magari assumere una donna che le facesse compagnia. Invece, i mesi erano trascorsi e lui si era persino trovato un lavoretto part-time in un negozio di bigiotteria. In realtà, la bizzarra proprietaria spacciava la sua bottega per una rivendita di oggetti esoterici dalle grandi potenzialità magiche. Ad ogni modo, era un lavoro come un altro anche se sicuramente poco redditizio. Molte volte, si era domandato come l'estrosa fattucchiera trovasse i soldi sia per pagarlo ogni mese sia per mandare avanti il negozio, giacché di clienti se ne vedevano sempre molto pochi. ![]() Vide delle luci in lontananza, ebbe la consapevolezza di essere vicino a casa. ![]() |