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Gli occhi della ragazza cercarono il proprio riflesso nello specchio, ma questi le rimandò l'immagine della stanza desolatamente vuota.
- Mia cara, non ti sembra inutile specchiarsi? - le chiese una voce ironica alle spalle.
La giovane sorrise mestamente. Sapeva cosa voleva intendere il suo aguzzino.
- Lo so. - rispose con un filo di voce. - Vorrei tanto essere diversa...
- Non puoi rifiutare la tua natura, milady. - la interruppe l'altro aspro. - Sei uscita stanotte, vero?
- Sì. - ammise lei, stanca di dover mentire.
- Ancora quell'umano? - chiese l'altro e la voce tradì tutto il suo disprezzo.


La fanciulla si voltò di scatto per guardare in faccia l'essere che l'aveva ridotta all'infelicità eterna.
- Che male c'è?
- Non sei umana e quel... quel ragazzo è solo merce avariata.
- Lo so che non sono quel che vorrei essere. - mormorò lei. - Però, lui non è una cosa, un oggetto. Gli esseri umani non sono... non sono...
- Cibo? - suggerì maligno l'altro. Il suo sorriso perfido lasciava intravedere i canini aguzzi. - Tesoro, è perfettamente inutile che ti ostini a combattere la tua natura. Presto ti ciberai con il sangue umano come tutti noi. Magari inizierai proprio con quel ragazzo che ti preme tanto.


- No! - urlò lei e con un moto di rabbia sferzò lo specchio mandando il vetro in mille pezzi.
- Uhm, sette anni di disgrazia milady. - commentò l'altro ironico.
- Vattene! - urlò la ragazza guardandosi la mano insanguinata
- Ma che vuoi che siano sette anni di disgrazia per un vampiro che ha una vita eterna, vero? - continuò l'altro, allontanandosi.
La mano ferita velocemente si cicatrizzò e tornò sana ancor prima che la risata malefica del vampiro scomparisse dalla mente della ragazza.


Gli occhi vitrei bruciavano, mentre copiose lacrime scendevano amare sul volto diafano della ragazza. Avrebbe desiderato ricordare il suo passato umano, quando ancora aveva uno scopo nella vita, quando viveva alla luce del sole, quando provava ancora sentimenti. Invece, non le aveva lasciato neppure il lusso di rimpiangere. Poteva solo spiare gli umani, invidiandoli e respingendo con repulsione l'istinto di aggredirli per cibarsi.


Da mesi, ormai, beveva il sangue di povere bestiole indifese. Il clan di vampiri cui apparteneva, la sua nuova famiglia, la disprezzava per questa scelta. La deridevano apertamente e la consideravano indegna perché non beveva sangue umano.




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...la storia continua...


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