Pagina 0006
                               

Max camminò con passo affrettato verso la stazione della metropolitana. L'unica cosa che voleva in quel momento era arrivare nei pressi della casa della zia. Vedere le campagne e lasciarsi alle spalle i palazzi cittadini. Si chiese quanto tempo era passato da quando quei giganteschi mostri di cemento gli erano stati familiari. Si chiese semmai era esistito un periodo della sua vita in cui vivere in un paesino sperduto, con zia Augusta, gli aveva provocato ribrezzo. Gli apparivano pensieri così distanti, adesso. Come se non gli appartenessero più o come se non gli fossero mai appartenuti.


Percepì dei passi alle sue spalle, ma non diede peso a quei rumori. Le città sono vive a qualunque ora del giorno e della notte, normale che ci fossero persone in giro. Il percorso in metro gli apparve breve. Appena riconobbe la zona di campagna, si rilassò. Una volta sceso davanti alla fermata, penetrò nella boscaglia che vi era adiacente. Conosceva bene la zona, ormai.


"Sei sempre in giro tu, vero?" gli chiese una voce incerta alle spalle.
Il ragazzo trasalì stupito. Si voltò e il suo sguardo incrociò quello della ragazza bella e misteriosa che aveva popolato molti dei suoi sogni. Si umettò le labbra secche e cercò una risposta disinvolta e simpatica da fornirle.
"Anche tu sei nottambula, eh?"


Si morse la lingua rabbioso, pensando di aver clamorosamente fallito. Aveva risposto con una domanda, e, perdipiù, era stato poco originale e brillante. La ragazza accennò a un sorriso triste, stando ben attenta a non mostrare troppo i propri denti aguzzi. Aveva trovato il coraggio di avvicinarsi al ragazzo e di parlargli e non voleva rischiare di allontanarlo rivelandogli la sua vera natura. Perlomeno, non subito e non in quel modo. Si fissarono impacciati per una manciata di minuti, nessuno dei due sapeva bene cosa dire o fare. Probabilmente, l'unica cosa certa che entrambi sapevano è che non esisteva al mondo un altro posto dove avrebbero voluto essere in quel momento.
"Vivi da queste parti?" chiese, alla fine, Max.
"Qua ci sono solo boschi." rispose lei divertita.


Il ragazzo arrossì lievemente. Ringraziò mentalmente la nebbia che aveva nascosto il suo rossore. "Hai capito cosa intendo, dai" disse, abbassando lo sguardo.
"Scusa, scherzavo. Sì, pressappoco. Tu?"
"Qualche chilometro da qua. Vuoi che ti accompagni a casa?"
"No, però possiamo fare un pezzo di strada insieme. Se ti va".
Non ci fu bisogno di una risposta da parte di Max. Era evidente che gli andava.



...la storia continua...


Pagina 0006