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Camminarono fianco a fianco in completo silenzio per qualche minuto. Quando Max cominciò ad avvertire un po' di imbarazzo, si schiarì la gola e timidamente chiese: "Come ti chiami?"
"Ha importanza?" chiese lei, sulla difensiva. Il ragazzo rimase perplesso da quella reazione e decise di non insistere.
"No, era solo un pretesto per parlare." rispose, sperando che queste parole la rassicurassero.


"Ti piace la notte?" chiese lei, cambiando velocemente discorso.
"Mi fa un po' paura." ammise Max. "Nell'oscurità non riesci a vedere se c'è un pericolo".
Lei sorrise mestamente. "Non vedi neppure se c'è qualcosa di buono, dietro a quel pericolo".
"A te piace, invece." osservò lui. "Le poche volte che ci siamo incrociati, era sempre notte".
"Per me il pericolo alla luce del sole è anche peggiore di quello delle tenebre".
"Perché?" chiese il giovane incuriosito.


"Appare come una cosa bella e buona e, invece, nasconde una natura malvagia. Nelle tenebre tutto è come vedi, nessun inganno".
"Non l'avevo mai vista in quest'ottica".
La ragazza sorrise e si soffermò. "Adesso dobbiamo proprio salutarci. Buonanotte"
"Perché?" chiese lui che non aveva la minima intenzione di lasciarla andare.
"Perché tra poco sarà giorno. E tu sai bene, adesso, come la penso".


Max guardò il cielo che si stava rischiarando. Non si era accorto di quanto tempo era passato. Si voltò verso la misteriosa fanciulla per chiederle ancora una volta di rimanere, ma lei era già sparita. Il ragazzo stupito si guardò intorno, ma di quel volto angelico non c'era traccia.


"Max!" si sentì apostrofare una volta rientrato in casa. "Per l'amor del cielo, ma dove sei stato?"
Zia Augusta in piedi vicino alle scale lo fissava con aria preoccupata. Il ragazzo guardò con tenerezza quell'anziana donna che in vestaglia l'aveva aspettato per tutta la notte.


"Perdonami zia. Le ore sono passate senza che me ne accorgessi"
"Mi sono preoccupata tantissimo".
"Immagino, zia. Scusami ancora".


"Fa niente, caro. Adesso, però vai a riposarti perché tra poco dovrai andare a lavoro".
"Sì, zia. Buonanotte".



...la storia continua...


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