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Quando il servo si allontanò dalla sacra sala, il Signore delle Tenebre, si mosse verso l'angolo opposto della stanza e gli bastò un sussurrò per far comparire al suo fianco un'avvenente fanciulla semivestita.


"Cara, convoca al mio cospetto il Conte Caramisi"
Lei sorrise mostrando i suoi canini aguzzi. "Il Toreador, padre della ragazza che sta creando questo putiferio".


"Esatto. Come sai, ogni padre è responsabile della progenie che ha creato. Deve darmi delle risposte subito."
"Sarà fatto, mio Signore".


La giovane vampira scomparve dalla sua vista con la stessa rapidità con cui era comparsa.
Il Signore delle Tenebre si sentì improvvisamente stanco. Era un Antico, diretto discendente di Caino ed erano ormai secoli che si occupava di mantenere il segreto della Masquerate. Si sentiva esausto, avrebbe desiderato abdicare ma non poteva. Nessuno era potente e, nello stesso tempo, equilibrato come lui. Per comandare il regno dei vampiri non bastava essere forte, bisognava avere una sanità mentale che tenesse in costante stabilità il proprio istinto bestiale e il lato umano che ancora albergava dentro.
Niente di più difficile.


La situazione era ulteriormente peggiorata da quando alcuni vampiri avevano deciso di crearsi una progenie. In un primo momento, era apparsa a tutti come una buona idea, dopo però le cose erano sfuggite di mano. Adesso oltre a dover tenere sotto controllo i diversi componenti dei clan, ufficialmente riconosciuti, il Signore dei Vampiri doveva occuparsi anche della loro progenie, spesso giovani ex mortali ribelli e insolenti. Tra questi indocili neovampiri, c'era anche la bella Clorinda.
L'amica degli umani.

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...la storia continua...


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