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Ormai sentiva il fiato dei suoi consanguigni sul collo e sapeva che la colpa era della sua figlioccia, Clorinda. Si maledì per aver trasformato quella piccola, intrigante mortale in qualcosa di magnifico e di superiore ma che lei, ignorante creatura, non aveva capito. Eppure, aveva dato a quell'ingrata più di quanto un qualsiasi ignobile mortale avrebbe potuto mai donare!
Le aveva dato l'immortalità, la ricchezza, il potere e solo quello che il Clan dei Toreador possedeva ovvero l'amore per il bello, per l'arte e la cultura. Tutto questo, ora, Clorinda stava gettando alle ortiche. E solo per un misero mortale!


Doveva pensare prima di tutto a placare gli animi diffidenti del suo Clan. Aveva saputo da un amico dei Nosferatu, l'unico ripugnante amico che possedeva in quel Clan, che il Signore delle Tenebre era stato informato della situazione. Questo aveva solo un significato: seri guai e non solo per quella piccola bastarda.


In una frazione di secondo, decise che la sua pellaccia di vampiro valeva molto di più di quella della ragazza e del suo mortale compare. Li avrebbe dati in pasto alla Camarilla, se le cose avrebbero preso un'amara piega. Sorrise malefico, mentre si concentrava per inviare una missiva telepatica al suo mostruoso amico.


"So dove si trova il mortale... se la Camarilla lo desidera posso consegnare anche la vampira"
"Farò presente la tua devozione al Signore delle Tenebre." rispose prontamente il malforme membro dei Nosferatu.


La tua vita per la mia. pensò rilassandosi il vampiro.

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...la storia continua...


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